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Alcibiade

Note 58 — QUADRO PRIMO

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Ossia del borgo di Lacia. Il nome del borgo nativo usavasi comunemente apporre dagli Ateniesi, insiem con quello del padre, al nome proprio delle persone. Spesso aggiungevasi anco il nome della tribù a cui il borgo apparteneva.

Antichissima era la divisione dell’Attica in quattro tribù (φυλὴ). Solone la conservò; più tardi cacciati i Pisistratidi e riuscita a prevalere la parte democratica con Clistene, questi portò le tribù da quattro a dieci, assegnando a ciascuna di esse un certo numero di borghi o demi (δημός) sia urbani, ossia d’Atene città, che suburbani, ossia dell’Attica (Gli urbani corrispondevano ai circondarj, o quartieri, delle nostre città, i suburbani ai nostri comuni rurali. Ma cittadini ateniesi eran tutti i liberi nati nell’Attica, sia nella città che nella campagna). Cento dapprima, poi crebbero sino a 174 i borghi (δημοὶ) ripartiti fra le dieci tribù, ch’erano le seguenti, intitolate dai nomi di eroi e di re ateniesi: Acamantide, Ajantide, Antiochide, Cecropide, Egeide, Eretteide, Ippotoontide, Leontide, Eneide, Pandionide. Ogni tribù poi contava tre curie o confraternite (φρατρία); ogni confraternita, trenta classi o genee. Ma da Clistene in poi, le fratrie e le genee non sussistettero che come semplici corporazioni famigliari e religiose; la tribù invece, come complesso di un certo numero di demi, rappresentava la vera suddivisione politica, militare e religiosa.

I cittadini dello stesso borgo chiamavansi l’un l’altro δημοτης, come noi diciam concittadini o conterrazzani quei che nacquero nel nostro Comune. (Erod., V, 69; Strabone, IX, 10; Ross, Demen von Attica; Schömann, De Comitiis Athen., Praef., p. XV e p. 363; Antiq. Iur. pub. graec., C. XXII, p. 360; Corsini, Fasti attici).

Alcibiade era del borgo di Scambonide, appartenente alla tribù Leontide (Pausania, Attic., 38; Schol. ad Aeschin., 3, 18).

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