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Alcibiade

Note 57 — QUADRO PRIMO

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Modo proverbiale; e usavasi di persona pronta a mutar partito e opinioni secondo i tempi e gli eventi. Indi narra Luciano che un Don Girella di que’ tempi, Teramene, fu soprannominato il Coturno, perchè appunto come il coturno che si calza al piè destro e al sinistro, egli adattavasi a tutti. Quei di Chio e quei di Cio guerreggiavan fra loro; ed egli con quel di Chio dicevasi di Cio, con quei di Cio si diceva di Chio. In fatto era di Cio (Luciano, Amori; Schol., Del giorno infausto, contro Timarco). Più mutabile del coturno, εὐμεταβολωτέρα κοθόρνου, è detto di una donna volubile in Aristeneto, (Lett. I, 28). E un traduttor francese tradusse: più incostante del vento. Oh i traduttori!...

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