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Alcibiade

Note 40 — QUADRO PRIMO

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Alcibiade, secondo narra Plutarco (Alcib., I), discendeva, dal lato di suo padre, da Eurisace, che gli ateniesi onorarono di onori divini, e che fu figlio di Ajace, il Telamonio, re di Salamina, l’eroe de’ Greci all’assedio di Troja. Il suo avo, Alcibiade il vecchio, avea con Clistene cacciato i tiranni da Atene e stabilitavi la democrazia; il suo padre stesso, Clinia, si era coperto di gloria comandando una trireme contro i Persiani alla battaglia navale di Artemisio, e cadendo da eroe nella infelice battaglia contro i Beoti a Coronea. Dal lato poi di sua madre Dinòmache (figlia di Megacle e cugina germana di Pericle), Alcibiade apparteneva alla famiglia degli Alcmeonidi, i discendenti di Alcmeone, che organizzò le dieci tribù d’Atene e che fu figlio dell’argonauta Anfiarao; «dei quali narra la fama che, agitatori del popolo contro i tiranni, ne avessero esilio, ma raccolto denaro in Delfo dessero libertà alla patria colla cacciata dei Pisistratidi» (Demostene, Contro Midia). — Demostene, all’opposto di Plutarco, ma con probabile equivoco, fa discendere Alcibiade dagli illustri Alcmeonidi per la linea paterna, e per madre «da Ipponico e da avi chiarissimi per generosi servigi alla patria» (Vedi in Plutarco, Platone, Pausania, Suida, Meursio, ecc).

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