Note 39 — QUADRO PRIMO
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Sulla ricchezza d’Alcibiade, vedi Platone (Primo Alcib.). Ivi Platone la fa valutare da Socrate a 300 pletri di terra. (Il pletro corrispondeva a 100 piedi greci e all’jugero romano: 94 piedi e 5 pollici parigini). 300 pletri di terra potean valer circa una trentina di mila lire. Ma essa era certo maggiore, perchè Alcibiade aveva case in Atene, e imprese industriali. La sua fortuna era valutata oltre 100 talenti: ossia quasi seicentomila franchi: ricchezza enorme, se si tien conto del basso prezzo delle cose e dell’elevatissimo valore del danaro a quei tempi, in cui un ateniese potea vivere con 3 oboli (45 centesimi) ed anche con due (30 centesimi) al giorno. Qualche commentatore invece di 100 talenti attici (d’argento), intende 100 talenti babilonesi: il che porterebbe la fortuna di Alcibiade a quasi sei milioni di franchi (Lisia, De bonis Aristoph., 52; Elian., Var. Hist., IX, 29).