Note 6 — QUADRO PRIMO
Reading edition
Intorno ai costumi, al vestiario, alle acconciature, ecc., delle donne ateniesi, rimandiamo lo studioso alle opere moderne più note che diffusamente ne trattano (Winkelmann, Opere; Ferrario, Cost. Antico e Mod.; Becker ed Hermann, Bild. des Griech. Privatlebens; Willemin, Costumes; Barthelemy, Anacarsi; Guhl e Körner, Leben der Griechen, ecc.) Qui basti accennare, riguardo al lusso speciale che costumavan le etére, un passo caratteristico di Luciano: «A donna onesta è sufficiente, per rilevar sua bellezza, o una sottile collana intorno al collo, o in dito un anello portabile, o ciondolini agli orecchi, o una fibbia, o un nastro che raccolga la sparsa chioma, e tanto di ornamento aggiunge alla sua leggiadria quanto di porpora alla veste; ma le cortigiane la veste tutta di porpora ed il collo fanno tutto d’oro, cercando di attirare con lo sfoggio e i fregi esterni; perchè credono che il braccio pare più pulito se vi risplende l’oro; che il piede se non è ben fatto si nasconde nel sandalo d’oro, e che la faccia stessa pare più amabile fra tanto splendere d’oro» (Luciano, Di una sala. — Cfr. i dialoghi delle Cortigiane e degli Amori).
E in una lettera di Aristeneto, il galante Ippia canzona Filocoro, perchè vedendo una bella cortigiana riccamente vestita di una tunica di porpora, la scambia per una matrona e non osa avvicinarla. «Per Apollo, sei ben ignorante in cose d’amore! Non senti da lontano l’olezzo degli unguenti ond’è profumata? Nè udisti il suono aggradevole dei braccialetti dolcemente agitati, come soglion fare queste donne?» (Aristen., Lett., I, 4).