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Alcibiade

Note 20 — QUADRO PRIMO

Reading edition

Cfr. in Platone nel Simposio l’arrivo di Alcibiade. — L’Ennio Quirino Visconti nell’Iconog. grec. (I, tav. XVI) riporta diverse effigie d’Alcibiade, delle poche pervenute sino a noi: tutte assomiglianti nelle linee principali benchè ritraenti pallidamente, e in grado diverso, quella bellezza per la quale Alcibiade andò fra i Greci famoso e che lo fece chiamar da Platone il più bello di tutti gli uomini (Plat., Prim. Alc.). La prima (XVI, 1 e 2) è una erma, la cui autenticità è attestata dalle prime lettere del nome ΑΛΚΙΒ: fu scavata sul monte Celio e posta nel Museo Vaticano. Raffigura Alcibiade adulto: fronte bassa, naso diritto, lineamenti pronunciati, espressione energica, baffi unentisi alla barba corta e inanellata, e capelli arricciati. Pare opera di artista volgare: il Visconti la crede una copia di quella che l’imperatore Adriano aveva fatto porre a Melissa in Frigia sulla tomba di Alcibiade. — Un’altra testa (XVI, n. 3) è copiata da una pietra antica del gabinetto di Fulvio Ursino: e riprodotta da Faber (Imag. ex bib. F. Urs. n. 4). È Alcibiade assai più giovane e bello: baffi leggieri staccati dalla barba nascente, capelli arricciati. Ha rassomiglianza con una effigie di Mercurio in alcune medaglie romane e spiegherebbe l’asserto di Clemente Alessandrino, che molte imagini di Mercurio avessero avuto Alcibiade per modello (Admon. ad Gen., 31): asserto confermato anche da Aristeneto, Lett. I, 11. Un’altra effigie nel Visconti (tav. XVI a. 1 e 2) è presa da un’erma appena sbozzata, dal Museo Napoleone. Alcibiade vi ha baffi leggieri e barba arricciata. E un critico si scandalizzò per aver visto sulla scena Alcibiade coi baffi!

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