Note 15 — QUADRO PRIMO
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Questo vezzo di porre in bocca altrui le proprie idee, riscontrasi frequentissimo nei discorsi di Socrate in Platone, e caratterizza l’arguta artificiosa umiltà del suo processo dimostrativo. Così nel Simposio Socrate declina modesto le lodi di Agatone a’ suoi ragionamenti persuasivi e per ispiegarli viemeglio «riferirà il discorso che ha udito da Diotima, una donna di Mantinea, erudita in amore e in molte altre cose.» Nel Fedro Socrate espone al suo giovine alunno, seduto al rezzo dell’acero famoso, la teoria del bello e dell’amore: e comincia: «Il discorso che sto per pronunciare è di Stesicoro, figlio di Eufemo, nato ad Imera...»