Note 515 — QUADRO OTTAVO
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Uso degli Sciti coi quali i Traci confinanti avevano, come si disse, e come attestano gli scrittori greci, affinità d’indole, di abitudini e gran parte delle costumanze comuni. Aristeneto lo accenna in una sua lettera, I, 12. Filarco narra che gli Sciti ogni giorno innanzi coricarsi si faceano recare la loro faretra e in essa gettavano una marca bianca o nera, secondo che avean passato una giornata felice o rattristata da disgrazie. Quando poi uno Scita moriva, si prendeva la sua faretra e si contavan le marche bianche e nere: e se il numero delle bianche era maggior delle nere, lo si giudicava beato. Indi passò la cosa in proverbio (Cfr. Mercerus, Comm. in Aristen.).