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Alcibiade

Note 469 — QUADRO OTTAVO

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L’uso delle sciabole, o scimitarre, era comune ai Persiani, agli Sciti e ai Traci, come si vede da Erodoto (Polym.) e da Ammiano (Cfr. le note 3 e 44 a quest’atto). Quanto alle ragioni di prudenza e vigilanza che doveano consigliare ai Traci di Seute questo sedersi armati, anche a tavola, vedi più sotto la nota 55. Così pure degli Sciti, viventi alla stessa guisa dei Traci, una vita nomade e battagliera, in lotte continue fra tribù e tribù, Luciano fa dire a Solone: «Fra noi (Ateniesi) è bensì vietato portar ferro in città senza bisogno e uscir armati in pubblico, ma voi Sciti siete scusabili se vivete sempre colle armi alla mano, perchè non abitate tra ripari; le insidie sono facili, i nemici molti, e siete sempre sul sospetto che mentre dormite non vengano ad assalirvi sul carro ed uccidervi. La scambievole diffidenza, il vostro vivere sciolto e senza legge, vi fa sempre necessario il ferro, per averlo pronto alla difesa» (Luc., Ginnas., 34).

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