Note 496 — QUADRO OTTAVO
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Cizicéno o statere di Cizico, moneta d’oro purissimo, coniata in Cizico (città sulla Propontide) e in uso fra i Traci. — Valeva 28 dramme ateniesi, ossia circa L. 25,75. Era di bellissimo conio e recava da un lato l’impronta di Cibele, dall’altra un leone. — Il re Seute nell’Anabasi stipula in ciziceni il contratto con Senofonte per la paga delle sue truppe. «Promise al soldato un ciziceno (al mese), al capo di coorte il doppio, al comandante quattro» (Sen., Anab., VII, 2).
Sulle monete greche, particolarmente attiche, vedi i ragguagli al quadro II, nota 7. Giova qui aggiungere che le monete di bronzo arrivavano fino ai quattro oboli, ossia 64 centesimi di franco (calco, semiobolo, obolo, diobolo, triobolo, tetrobolo); le monete d’argento cominciavano dalla dramma, ossia 92 centesimi fino alle 5 dramme, ossia lire 4,60 (dramma, didramma, tridramma, tetradramma, pentadramma); le monete d’oro erano il darico di 20 dramme (lire 18,40), lo statere d’oro di 25 dramme (lire 23); il ciziceno di 28 dramme (lire 25,75). Altri pone fra le monete effettive la mina di 100 dramme, benchè Esichio assicuri che le maggiori monete d’oro fra i Greci pesavano 2 dramme e il loro valore s’aggirava tra le 20 dramme e poco più in su. Nel qual caso la mina avrebbe già dovuto essere una moneta nominale.