Note 467 — QUADRO OTTAVO
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Intorno al costume trace, cfr. i ragguagli abbastanza concordi di Erodoto sull’abbigliamento dei Traci strimonj nella spedizione di Dario, e di Senofonte sull’abbigliamento dei Traci di re Seute: «I Traci poi combattevano portando alopéchidi (ἀλωπεκεας) in capo, tonache (κιθῶνας) sul corpo, e al disopra delle tonache indossando saj o mantelli variopinti (ζειράς ποικίλας); sui piedi e sulle tibie, calzari di pelle di cerbiatto (πέδιλα νερβῶν); per armi, giavellotti e pelte e sciabole corte» (Erod., VII, 75). «Era tanto il freddo che l’acqua portata alla cena agghiacciò, e così il vino nei vasi: e allora si fece manifesto per qual motivo i Traci portano pelli di volpi sulla testa e sulle orecchie, e tonache non solamente sul petto ma anche sulle coscie, e vesti fino ai piedi quando cavalcano, invece di clamidi» (Senof., Anab., VII, 4). Le alte calzature dei Traci in pelle di cerbiatto, coprenti metà delle gambe, son chiamate embadi (ἐμβαδες) in Polluce (IV, 25). — Questi ragguagli concordano anche col vestiario di un bassorilievo raffigurante il trace Orfeo e descritto da Heuzey nel Diction. des Antiq. gr. et rom. (Paris, 1873), dove il poeta trace porta appunto alla foggia nazionale gli alti calzari di pelle, e l’alopechide, una sciabola curva alla cintura, e al di sopra della tonaca un mantello ch’è probabilmente la zeira (ζειρὰ) di cui parla Erodoto. — Delle armi eran sopratutto nazionali la pelta, scudo piccolo e leggiero, a forma di mezzaluna, o, secondo altri, di foglia d’edera; il giavellotto (pugnabant jaculis Thraces. Ovid., Ibis, v. 135) e l’arco, nel cui maneggio, stando a cavallo, erano celebratissimi (Plut., Alc., 37). Tucidide ricorda popolazioni tracie, di là dall’Emo, tutte di arcieri a cavallo; e Traci montanari (Dii) armati di daga (Tucid., II, 96). Atene aveva corpi mercenari di peltasti traci, armati di pelta e daga (Tucid., IV, 28; VII, 27). Omero (Iliade, X, 428) nomina i traci Peoni «dai curvi archi.» Euripide poi così descrive l’esercito dei Traci del re Reso: «Molti erano i cavalieri, molti i peltasti, e molti gli arcieri; seguiva una gran turba di armati alla leggiera, portanti la lunga tunica (στολή) tracia» (Eurip., Reso, v. 311 seg.). Cfr. anche l’armamento dei Traci di Perseo in Plutarco (Paolo Em.).