Note 486 — QUADRO OTTAVO
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Nel capitolo citato dell’Anabasi — poi che gli altri convitati ebbero bevuto e fatti i doni al re, Senofonte ritrovasi in imbarazzo per non aver nulla da donare; e se la cava da pari suo: «Però (avendo già bevuto oltre il solito), si levò (Senofonte) coraggiosamente e, preso il corno di vino, disse: «Io, o Seute, ti dono me stesso e questi miei compagni come tuoi amici fedeli, i quali desiderano di faticare e pericolarsi in pro’ tuo. Con costoro, se gli Dei lo vogliono, tu ricupererai l’ampio paese tuo ereditario, ed altri ne acquisterai...» (Senof., Anab., VII, 3).