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Alcibiade

Note 481 — QUADRO OTTAVO

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Sull’epiteto di Traci attribuito a Eumolpo, a Orfeo, ecc., vedi avanti, nota 41. «Questo Eumolpo era di Tracia, figlio di Nettuno e di Chione, che nacque dalle nozze di Borea con Oritìa, la figlia di Eretteo re d’Atene» (Paus., Att., 38): Eumolpo era quindi pronipote di Eretteo. Indi la leggenda narrava che per rivendicare i suoi diritti sul regno di Atene, Eumolpo coi Traci avesse invaso l’Attica, venendovi in soccorso agli Eleusini ribellatisi, mentre vi regnava il secondo Eretteo. Venuti a pugna presso Eleusi, il re Eretteo e gli Ateniesi, grazie al sagrificio di Agraulo figlia del re, rimasero vincitori; fu quindi fatta la pace, e quei di Eleusi si sottomisero ad Atene, a patto che essi sarebbero rimasti in possesso dei misteri di Cerere e che il sacerdozio di Cerere e di Proserpina sarebbe riserbato ai discendenti di Eumolpo (Paus., Att., 38; Isocr., Panaten.; Stobeo, Serm., 38; Igin., Fab., 46; Meurs., Reg.; Ath., II, 8-10.) Eumolpo poi fu sepolto nel demo di Scambonide (ove nacque Alcibiade) e il suo sepolcro vi esisteva ancora al tempo di Pausania, per testimonianza di Pausania stesso che lo visitò.

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