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Alcibiade

Note 478 — QUADRO OTTAVO

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Notissima la favola di Tereo re di Tracia, che sposò Progne figlia del re ateniese Pandione; e della trasformazione di Tereo in upupa, di Progne in rondine, e di Filomela sua sorella in usignuolo. — E a quel rapporto mitico di parentela fra i Traci e gli Ateniesi sembra infatti alludere Seute, anche in Senofonte (Anab., VII, 2), malgrado che il Tereo della leggenda avesse regnato propriamente non in Tracia, ma nel territorio greco della Focide, secondo Tucid., II, 20, e Strab. VII. Vero è che Seute, in fatto di vincoli fra Atene e la Tracia, poteva alludere anche alla discendenza del trace Eumolpo da Eretteo re d’Atene, ed anche a rapporti più reali e più vicini: cioè la cittadinanza ateniese accordata al figlio di Sitalce re de’ Traci antecessore di Seute e l’alleanza conchiusa fra Sitalce stesso ed Atene, nel terzo anno della guerra del Peloponneso, cioè ventitrè anni prima dell’epoca di questa scena (Tucid., II, 29. — Cfr. Aristof., Acarn., v, 141 seg.). Sulla favola di Tereo, Progne e Filomela (vedi Pausan., Attic., 41, Focid., 4; Esiod., Op. β e scol., Aristof., Ucc. e scol.; Fozio, Narr., 31; Apollod., III, 14; Ovid., Metam., VI, 423 seg.; Marziale, XIV, ep. 73; Varrone, IV; Igin., Fab., 45, ecc.).

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