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Alcibiade

Note 528 — QUADRO NONO

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Callicrátida, il navarca spartano che comandava la flotta di Sparta sconfitta dagli Ateniesi nella battaglia delle Arginuse (406 av. l’E. V.) e gloriosamente combattendo vi morì. Il pilota della sua nave lo aveva prima esortato a non impegnar la battaglia, mostrandogli che la flotta ateniese era superiore di numero; egli rifiutò dargli ascolto, reputando vergognoso fuggire in presenza del nemico. Cicerone così ne riferisce le parole: «Lacædemonios classe amissa aliam parare posse: se fugere, sine dedecore non posse» (Cic., De Officiis, I, 48). Senofonte le riferisce alquanto diversamente: «Rispose (Callicrátida) che Sparta per la sua morte non riceverebbe danno alcuno, ma bensì il fuggire sarebbe ignominia per lui (ἤ Σπάρτη οὐδέν κάκιον οἰκεῖται, αὐτοῦ ἀποθανόντος, φεύγειν δὲ αἰσχρόν εἴναι. — Senof., St. Ell., I, 6; Plut., Apoft. Lac.; Diod. Sic., XIII, c. 17).

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