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Alcibiade

Note 521 — QUADRO NONO

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Egospótamo (Αἰγὸς ποταμός, ossia fiume della capra), località sulla spiaggia del Chersoneso di Tracia, alla foce di un fiumicello dello stesso nome; e posta quasi dirimpetto a Lampsàco (sulla spiaggia asiatica dell’Ellesponto, non più largo in questo punto di due chilometri circa) ove era ancorata la flotta spartana di Lisandro. Circa una ventina di miglia (162 stadj) a mezzogiorno di Egospótamo, sulla stessa spiaggia europea, là dove l’Ellesponto si restringe viemaggiormente e non misura più che sette stadj, ossia meno di un miglio di larghezza era Sesto, una delle migliori città del Chersoneso, celebre per la torre di Ero e per il poema di Museo; e un miglio più in giù di Sesto, sulla opposta spiaggia asiatica, era Abido, la patria dell’infelice amante di Ero. Tra Abido e Sesto gettò Serse il ponte per traghettare il suo esercito dall’Asia in Europa. La flotta ateniese (comandata da Tideo, Filocle, Conone, Menandro, Adimanto e Cefisodoto) era venuta, risalendo l’Ellesponto, da Sesto ad Egospótamo, per dar battaglia a Lisandro, il quale da Abido aveva risalito anch’egli l’Ellesponto fino a Lampsaco e si era impadronito a forza di quest’ultima città (Cfr. Strabone, Geog., XIII, pag. 883, 884; Scilace, Viaggio; Senof., St. Ellen., II, 1; Plut., Lisand., 11).

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