Note 550 — QUADRO DECIMO
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Sul coraggio nobilissimo dimostrato da Socrate in faccia ai trenta tiranni, nel tempo che durò il loro dominio in Atene, vedi Senofonte (Memorab., I, 2) e Platone (Apol., c. 20). Onde con giusto e santo orgoglio il grande filosofo potè dire di sè, innanzi ai giudici: «Anche allora — cioè in faccia ai tiranni — io mostrai di nuovo col fatto, e non a parole, che della morte io non mi curo nè punto nè poco, ma sommamente mi prendo pensiero di non far cosa nè ingiusta, nè empia. Perocchè neppur quel governo così terribile potè costringermi a commettere un’ingiustizia» (Plat., ibid.).