Note 545 — QUADRO DECIMO
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«Hanno due porte i debili sogni, l’una fatta di corno e l’altra d’avorio. Di essi, quei che uscirono per mezzo al tagliato avorio, portando parole imperfette, lasciano le speranze deluse: quei sogni invece i quali per i lisci corni escon fuora, questi son che recano il vero» (Om., Odiss., XIX, v. 562). «Ingannò il dormiente l’immagine d’un sogno uscito dalle fallaci porte d’avorio» (Nonno, Dionis., XXXIV, v. 89). «La notte spalancava al mondo le due porte dei sogni: l’una fatta di corni, ed è la porta della verità, ond’escono le vere voci degli Iddii: l’altra è la porta dell’inganno, dei sogni inutili nutrice» (Coluto, Ratto d’Elena, v. 309). «Ascolta dunque il mio sogno e giudica se è uscito dalla porta d’avorio o dalla porta di corno» (Plat., Carm. — Cfr. Virgil., Aeneid., v. 894).