Note 143 — Caro Yorick figlio di Yorick (continued 2)
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«Subtiles, acuti, breves» chiama Cicerone, come oratori, Pericle, Alcibiade, e Tucidide, per distinguerne la eloquenza da quella più copiosa e prolissa di Crizia, Teramene e Lisia; De Orat. II. 22. Altrove egli pone insieme Alcibiade con Crizia e Teramene, e chiama questi tre «crebri sententiis, compressione rerum breves et ob eam caussam interdum subobscuri.» Cic. Brutus, 7.