Note 136 — Caro Yorick figlio di Yorick (continued 2)
Reading edition
Per dare una semplice idea della serietà critica del signor marchese, cito un saggio delle sue parole:
«Il signor Cavallotti col furto di una torta fa la critica delle istituzioni di un popolo. Allo stesso modo che gli Ateniesi del signor Cavallotti non ci spiegherebbero la grandezza d'Atene, così pure i suoi Spartani torrebbero fede alla fortuna di Sparta. A questi giudizi leggieri ed ingiusti è pur forza contrapporre una protesta.»
Chi legge queste parole senza conoscere il dramma, non potendo supporre che il signor D'Arcais lavori di fantasia, crederà che io abbia messo in iscena una quantità di Spartani tutti ladri e furfanti. Ebbene di Spartani nell'atto di Sparta non ce ne sono che tre soli: e di questi tre, due sono appunto introdotti a rappresentare la virtù del carattere spartano, e a dar ragione della fortuna di Sparta: l'eforo Endio nella austerità dell'amor proprio nazionale e nel senso severo del retto che gli fa disprezzare il tradimento di Alcibiade; il soldato Brasida nella semplicità dell'eroismo disinteressato, nel culto magnanimo del dovere, nello affetto alla patria e alla famiglia: tutti e due nella sobrietà laconica delle parole annunziante la fortezza dell'opere.
E il signor marchese D'Arcais protesta in nome di Sparta, accusandomi di calunnia e parla — lui!!! — di leggerezza e ingiustizia di giudizj!!