Note 119 — Caro Yorick figlio di Yorick (continued 2)
Reading edition
Gli anacronismi, caro Yorick, son come le ciliege: uno tira l'altro. Al tempo della battaglia di Salamina badate che il primato era di Sparta, e appunto per questo fu Sparta che a Salamina comandò: gli Ateniesi non diventano egemoni che 3 anni dopo, pel trattato di Bisanzio. Quanto al primato delle lettere e delle arti, anche questo, fu solo parecchi anni dopo, sotto Pericle, che Atene lo conquistò. — Nei tempi precedenti, il genio jonico non si era manifestato che tra le colonie dell'Asia, ed ivi, dopo le splendide epopee del ciclo omerico, era venuto quasi spegnendosi, come esaurito dalla sua stessa precoce fecondità; nè prima d'allora, nè poi, fino a Pericle, sul suolo della madre patria, produsse nulla che potesse reggere il confronto colle mirabili creazioni del genio eolico e dorico. Eolii Esiodo, Terpandro, Arione, Saffo, Corinna, Erinna, Alceo; Dorici Alcmano, Stesicoro, Teognide, Pindaro; Jonici, è vero, Anacreonte, Archiloco, Simonide, ma di Teo, e di Paro e di Ceo. Ed è a Sparta fra i Dori che Archiloco fiorisce; è a Sparta che fioriscono Taleta, Ferecide, Anassimandro: Tirteo stesso, il solo nome che Atene potesse rivendicare in quella età, appartiene anch'esso ai Dori; perchè sebbene ateniese (lo Hölbe ed il prof. Lami si permettono di negare anche questo) tra i Dori visse, e in dialetto dorico poetò. Egualmente nell'architettura, gli stati dorici di Sicione, di Egina, di Corinto, contendono agli jonici il vanto. E precisamente fino alle guerre persiane, come osservano bene il Müller e il Bulwer, non è già Atene, ma la ruvida Sparta che occupa per fama il primato fra i Greci, come cultrice delle arti, e degli studj severi e geniali: ed è Sparta il punto di convegno dei poeti più illustri, dei musici e dei filosofi di quell'età. — Il genio d'Atene frattanto raccoglievasi in sè stesso, aspettando la sua ora.