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A Treatise on the Art of Dancing

Note * — DANCING.

Reading edition

Per esempio vendra fora la ballerina, colla rocca, filando, ò con un secchio à trar l’acqua, ò con una zappa à zappar. El vostro compagno vendra fora ò colla cariola à portar qualche cosa, ò colla falce à tagliar il grano, ò colla pipa a fumar, e si ben, che la scena fosse una sala, tanto e tanto, se vien a far da contadini ò da marinari. El vostro compagno non vi vedra: voi andarete a cercarlo, e el vi scacciera via. Gli batterete una man su la spalla, ed el con un salto anderà dall’altra banda. Voi gli correrete dietro, lui se scampera, e voi anderete in collera. Quando voi sarete in collera, a lui le vendra la voglia di far pace, e lui vi preghera, voi lo scacciarete. Scamparete via, e lui vi correra dietro. El se inginocchiera, farete pace, voi, menando I pedini, l’invitarete a ballar: anche ello, menando I piedi, a segni dira, “balliamo,” e tirandovi indietro allegramente cominciarete el Pas-de-deux. La prima parte allegra, la segonda grave, la terza una giga. Procurarete di cacciargli dentro sei o sette delle migliori arie di ballo che s’abbiano sentito; farete tutti i passi che sapete fare, e che sia il Pas-de-deux o da paesana, o da giardinera, o da Granatiera, o da statue, i passi saranno sempre gli istessi, correrse dietro, scampar, pianger, andar in collera, far pace, tirar i bracci sopra la testa, saltar in tempo e fora di tempo, menar gli bracci, e le gambe, e la testa, e la vita, e le spalle, e sopra tutto rider sempre col popolo, e storcer un pochetto il collo quando si passa prossimo i lumi, e fare delle belle smorfie all udienza, e una bella riverenza in ultima.

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